Trani, e quel monumento al Verde. Caduto.

Da più di un anno un enorme pino si mostra come la metafora di quanto sta avvenendo da tempo in Città

mercoledì 19 giugno 2024 10.26
A cura di Stefania De Toma
Sta lì da tanto tempo, disteso proprio come un corpo morto a braccia aperte, crocifisso in terra, quel grande pino caduto in una villa privata. Nessuna critica e nessuna denuncia alla situazione , ripetiamo, privata, soltanto l'evidenza agli occhi di quello che appare come un simbolo. Appare a chi entra a Trani dallo svincolo di Trani centro, venendo da nord, e anche adesso, incorniciato da una splendida bouganvillea, con quel mozzicone di palma come un cero funebre, infonde il senso di una profonda tristezza. Sembra rappresentare, perfettamente, ciò che sta accadendo a Trani: una carneficina del verde pubblico, certo, con tutte le buone ragioni del caso, la vetustà, le radici che sfondano i marciapiedi, il pericolo di caduta di rami o di interi alberi. Il problema è che non c'è un'ombra di visione di sostituzione, un piano che preveda quella necessaria azione per una città, per una comunità, per una popolazione quale il verde pubblico. In questi anni ci sono state varie inaugurazioni di giardini, probabilmente non con le specie più adatte a determinati luoghi, altri completamente trascurati , non curati forse , evidentemente , nella maniera giusta. Speriamo bene per i giovani arbusti appena piantati in Piazza Dante, davanti alla scuola Baldassarre. Chissà che non sia l'inizio di una svolta. Tante associazioni in questi ultimi tempi si stanno muovendo per sollecitare chi di dovere, e non è questa l'occasione per fare proposte o analizzare quello che si è fatto o non si è fatto. I contadini insegnano che quando c'è un problema alla fine conta poco trovare le colpe, perché tanto il risultato non cambia, ed è quello che balza davanti agli occhi che fa male: Trani sta cambiando ogni giorno di più forma, sta perdendo in eleganza, in quella raffinatezza che alberi e piante danno, sostituiti da arbusti selvaggi, piccole aiuole cieche, addirittura una foresta di ailanto, specie invasiva e dannosa il cui proliferare continua nell'indifferenza come fosse una specie protetta.

Quegli ingressi, come quello su via Bisceglie, che ne incorniciavano il benvenuto, sono sempre più spogli e non c'è traccia di ripopolamento. Per non parlare della azione indispensabile che il verde ha nel microclima di una città, cosa che basterebbe, al di là della beltà. Ci sono città come Lisbona dove accanto ad alberi secolari, con intelligente lungimiranza, appaiono già giovani piante destinate a prenderne il posto, perché si sa che molte specie, proprio come i pini sono destinate a morire.

In altri Stati per ogni albero caduto c'è l'obbligo di legge di piantarne uno o più in sostituzione. Qui si parla di buon senso. E quel cadavere a braccia aperte che si presenta a chi sta tornando a casa dal lavoro, o arriva a Trani per la prima volta fa veramente tristezza, tanto più che noi sappiamo che può essere un efficace simbolo che assomiglia molto a qualcosa che davvero muore ogni giorno di più nella nostra Città.
Pino caduto via Corato
Pino caduto via Corato
Pino caduto via Corato
Pino caduto via Corato
Pino caduto via Corato
Pino caduto via Corato