
Politica
Darsena, bando e piano regolatore del Porto: parla Mariagrazia Cinquepalmi
«Ci apprestiamo a cedere anche questo servizio ai privati»
Trani - lunedì 31 marzo 2025
13.00
«Il volano del turismo - dichiara Mariagrazia Cinquepalmi - è sicuramente il nostro splendido porto. Dragare il porto e far arrivare le barche sulla banchina, ripulire il porto e renderlo sicuro dovevano essere una priorità di questa amministrazione e, invece, ci apprestiamo a cedere anche questo servizio ai privati.
In molti ci chiedevamo che fine avesse fatto il Piano Regolatore del porto, commissionato nell'ormai lontano 2018. Nessuno di noi poteva immaginare che l'incarico potesse essere revocato dopo ben 7 anni, con grave danno anche dal punto di vista economico per l'intera Città.
La risoluzione del contratto da parte del Dirigente dell'Area Urbanistica per grave inadempimento e la richiesta alla società incaricata di restituzione delle somme percepite e non dovutele, in rapporto alle attività effettivamente svolte per l'incarico di redazione del Piano Regolatore del Porto, ammontano a circa 13mila Euro oltre € 9.288,79 per il campionamento dei fondali.
L'attività di campionamento dei fondali del porto, aggiudicata nel 2021 per l'importo di 85mila Euro, i cui esiti sono stati trasmessi all'Ufficio Comunale competente, non ha prodotto i risultati sperati. A dicembre 2022 è stata approvata la solita perizia di variante del Piano di Campionamento dei sedimenti del Porto e, a novembre del 2023, sono stati approvati gli atti contabili dei lavori e il certificato di regolare esecuzione per le attività di campionamento con una spesa di circa 107mila Euro.
Tutte tali attività non sono servite nemmeno per rilanciare il porto di Trani perché, come è noto, con la nuova legge regionale n. 17/2015, è stata attribuita ai Comuni costieri la competenza all'adozione dei Piani Regolatori portuali ed è stato stabilito che il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime fosse subordinato alla presenza di un Piano regolatore Portuale di cui, appunto, ancora oggi la nostra Città non è dotata.
Sta di fatto che il comune di Trani ha pubblicato il bando per una procedura aperta ad evidenza pubblica, per il rilascio di una concessione demaniale marittima finalizzata alla rifunzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell'approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani.
Se il comune gestore fosse stato dotato di un Piano Regolatore Portuale approvato, le procedure per il rilascio delle concessioni sarebbero state conformi a quanto previsto nel Piano; se invece, come nel caso del comune di Trani, non esiste alcuna pianificazione portuale approvata, vanno rimessi a gara gli stessi identici titoli concessori in scadenza (in questo caso già scaduti), in attesa delle previsioni di Piano coerenti con tutte le esigenze che il Piano Portuale deve esprimere.
Le Concessioni demaniali, oggi, sono di fatto scadute (come indicato dalla Regione), pertanto, le relative aree risultano giuridicamente libere. In quest'ottica, l'Amministrazione ha il dovere di provvedere ad avviare le procedure di evidenza pubblica e, nonostante il chiaro dettato normativo, leggiamo che il disciplinare di gara prevede una durata delle concessioni non superiore ai 20 anni anziché a massimo 4 anni e che si è inteso includere una porzione maggiore di specchio acqueo, la porzione del Molo Sant'Antonio fino al faro, nel nuovo perimetro della concessione demaniale marittima da assegnare. Tale disposizione non può rientrare nel bando di gara perché, come detto, la Città di Trani non è dotata nel Piano regolatore del porto.
La Regione ha precisato che la legge 17/2015 non prevede la formulazione di osservazioni, pareri, nulla osta o autorizzazioni da parte dell'ente regionale per il rilascio di specifiche concessioni demaniali marittime.
Un eventuale "parere" finirebbe con l'assumere la valenza di una sostituzione della Regione nell'esercizio della competenza gestoria del demanio marittimo che la legge conferisce appunto al comune.
La situazione critica, in cui ci troviamo, evidenzia l'importanza di rispettare le normative regionali per garantire lo sviluppo e la gestione adeguata delle nostre risorse portuali».
In molti ci chiedevamo che fine avesse fatto il Piano Regolatore del porto, commissionato nell'ormai lontano 2018. Nessuno di noi poteva immaginare che l'incarico potesse essere revocato dopo ben 7 anni, con grave danno anche dal punto di vista economico per l'intera Città.
La risoluzione del contratto da parte del Dirigente dell'Area Urbanistica per grave inadempimento e la richiesta alla società incaricata di restituzione delle somme percepite e non dovutele, in rapporto alle attività effettivamente svolte per l'incarico di redazione del Piano Regolatore del Porto, ammontano a circa 13mila Euro oltre € 9.288,79 per il campionamento dei fondali.
L'attività di campionamento dei fondali del porto, aggiudicata nel 2021 per l'importo di 85mila Euro, i cui esiti sono stati trasmessi all'Ufficio Comunale competente, non ha prodotto i risultati sperati. A dicembre 2022 è stata approvata la solita perizia di variante del Piano di Campionamento dei sedimenti del Porto e, a novembre del 2023, sono stati approvati gli atti contabili dei lavori e il certificato di regolare esecuzione per le attività di campionamento con una spesa di circa 107mila Euro.
Tutte tali attività non sono servite nemmeno per rilanciare il porto di Trani perché, come è noto, con la nuova legge regionale n. 17/2015, è stata attribuita ai Comuni costieri la competenza all'adozione dei Piani Regolatori portuali ed è stato stabilito che il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime fosse subordinato alla presenza di un Piano regolatore Portuale di cui, appunto, ancora oggi la nostra Città non è dotata.
Sta di fatto che il comune di Trani ha pubblicato il bando per una procedura aperta ad evidenza pubblica, per il rilascio di una concessione demaniale marittima finalizzata alla rifunzionalizzazione, riqualificazione e gestione dell'approdo turistico presso la darsena comunale del porto di Trani.
Se il comune gestore fosse stato dotato di un Piano Regolatore Portuale approvato, le procedure per il rilascio delle concessioni sarebbero state conformi a quanto previsto nel Piano; se invece, come nel caso del comune di Trani, non esiste alcuna pianificazione portuale approvata, vanno rimessi a gara gli stessi identici titoli concessori in scadenza (in questo caso già scaduti), in attesa delle previsioni di Piano coerenti con tutte le esigenze che il Piano Portuale deve esprimere.
Le Concessioni demaniali, oggi, sono di fatto scadute (come indicato dalla Regione), pertanto, le relative aree risultano giuridicamente libere. In quest'ottica, l'Amministrazione ha il dovere di provvedere ad avviare le procedure di evidenza pubblica e, nonostante il chiaro dettato normativo, leggiamo che il disciplinare di gara prevede una durata delle concessioni non superiore ai 20 anni anziché a massimo 4 anni e che si è inteso includere una porzione maggiore di specchio acqueo, la porzione del Molo Sant'Antonio fino al faro, nel nuovo perimetro della concessione demaniale marittima da assegnare. Tale disposizione non può rientrare nel bando di gara perché, come detto, la Città di Trani non è dotata nel Piano regolatore del porto.
La Regione ha precisato che la legge 17/2015 non prevede la formulazione di osservazioni, pareri, nulla osta o autorizzazioni da parte dell'ente regionale per il rilascio di specifiche concessioni demaniali marittime.
Un eventuale "parere" finirebbe con l'assumere la valenza di una sostituzione della Regione nell'esercizio della competenza gestoria del demanio marittimo che la legge conferisce appunto al comune.
La situazione critica, in cui ci troviamo, evidenzia l'importanza di rispettare le normative regionali per garantire lo sviluppo e la gestione adeguata delle nostre risorse portuali».