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Politica
Doppietta per la sede dell'Archivio di Stato: Trani e Barletta pari sono
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli inaugura le doppia sede, ma la decisione di "buon senso" non accontenta tutti
Trani - martedì 1 aprile 2025
08.20
E venne il giorno, quello del 31 marzo anno domini LLXXV , della doppia inaugurazione, del doppio taglio di nastro, del doppio scoprimento della targa che, all'ingresso dei rispettivi luoghi, fissa a Trani ed a Barletta la doppia sede dell' Archivio di Stato, così come ha decretato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli con una decisione che passerà alla storia come "una scelta di buon senso", del mezzo bicchiere pieno o vuoto per come lo si voglia vedere.
Fra il nastro inaugurale di Barletta e quello di Trani, il Ministro si è concesso una visita al Polo Museale di Trani per ammirare la collezione di macchine da scrivere della Fondazione SECA, forse l'unico momento davvero di cultura della giornata per come è trascorsa a prevalenza di discorsi di rito e centinaia di strette di mano a persone di cui avrà già scordato il nome, ma che prontamente si sono selfati con l' Alta carica dello Stato. perchè ... non si sa mai.
"La cultura va avanti se supera i campanilismi e se dialoga - ha detto il Ministro Giuli - abbiamo una tale ricchezza di patrimonio culturale, di depositi, di documenti che possiamo metterli a valore, arricchendo anche dei titoli di archivio di stato varie città, varie municipalità ( la città di Andria sappia che presto sarà sede di Archivio di stato nda ). La cosa bella è il dialogo tra le istituzioni, il dialogo tra i luoghi del sapere, della conoscenza (...) . Sulla questione che riguarda la decisione della sede a Trani o Barletta, io non conosco alcun tipo di querelle, io conosco la giusta e sana composizione che a volte avviene tra i campanili, che riguarda luoghi di pari bellezza dove alla fine è la concordia che prevale sempre".
Quindi è stata una decisione di "buon senso" che tuttavia non accontenta tutti, con dichiarazioni raccolte (interviste in video) che non smorzeranno i toni, anzi che sono destinate a riaccenderle quando senti, ad esempio, il Sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, dichiarare, incalzato da una precisa domanda, che i patti sottoscritti a suo tempo, per la costituenda provincia BAT, che concordavano a Trani sede dell' Archivio di Stato, per la sua storia e cultura, sono scaduti come un qualsiasi yogurt: "Sono passati venti anni - ha dichiarato - le cose cambiano e ci si adegua ", una affermazione questa che si metterà sullo stomaco a non pochi attivisti del Comitato pro Archivio di Stato a Trani.
Non da meno scevre di polemiche sono le dichiarazioni, peraltro di soddisfazione: "Per come sono andate le cose" di Andrea Ferri, capogruppo di FDI al Consiglio Comunale di Trani, che si leva dalla scarpa un fastidioso sassolino, ma a Trani si direbbe "un chiancone" , ricordando a tutti di come a suo tempo, a nome del Sindaco Amedeo Bottaro, un assessore della sua Giunta avrebbe consentito a spostare la Sede dell' Archivio di Stato a Barletta con un laconico: "Il Comune di Trani potrebbe accettare la soluzione", così si legge in un verbale, magari "barattandola - dice Ferri - con l'istituzione a Trani della sede della Motorizzazione provinciale".
Infine le parole del Presidente del Consiglio Comunale di Trani Giacomo Marinaro che poco avvezzo a parlare se non nelle sedi istituzionali ha detto: "Bisogna evitare polemiche inutili e distruttive, costruite su menzogne e falsità, spesso anche con cattiveria, siamo stata la prima amministrazione social e quindi si è pensato che si potesse dire tutto: è falso, ma per queste ci saranno le sedi opportune. La cattiveria non porta da nessuna parte, è un atteggiamento che allontana i cittadini dalla politica".
In una famosa aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi si canta: "Questa e quella per me pari sono", ed è stato un pò il motivo dominante della giornata, ma c'è chi non ha sotterrato l'ascia pronto per una battaglia che ritiene non aver ancora perso e valuta ricorsi alla giustizia amministrativa (TAR) contro il decreto della "sede double" del Ministro Alessandro Giuli, ed intanto morde per il freno: " E non finisce qui" diceva in TV Corrado Mantoni, staremo a vedere.
Fine articolo per sottolineare la presenza alla due cerimonie del Prefetto della BAT Silvana D'Agostino, per tutti l'artefice della soluzione di "buon senso", delle Autorità Militari, del vice Sindaco di Trani Fabrizio Ferrante ed del Sindaco di Barletta Cosimo Cannito, ambedue accompagnati da consiglieri ed assessori di riferimento, tutti a fare da corollario al Ministro della Cultura Alessandro Giuli che di tutto si potrà lamentare , tranne che dello splendido pomeriggio di sole e della meravigliosa brezza marina che Trani gli ha riservato.
Fra il nastro inaugurale di Barletta e quello di Trani, il Ministro si è concesso una visita al Polo Museale di Trani per ammirare la collezione di macchine da scrivere della Fondazione SECA, forse l'unico momento davvero di cultura della giornata per come è trascorsa a prevalenza di discorsi di rito e centinaia di strette di mano a persone di cui avrà già scordato il nome, ma che prontamente si sono selfati con l' Alta carica dello Stato. perchè ... non si sa mai.
"La cultura va avanti se supera i campanilismi e se dialoga - ha detto il Ministro Giuli - abbiamo una tale ricchezza di patrimonio culturale, di depositi, di documenti che possiamo metterli a valore, arricchendo anche dei titoli di archivio di stato varie città, varie municipalità ( la città di Andria sappia che presto sarà sede di Archivio di stato nda ). La cosa bella è il dialogo tra le istituzioni, il dialogo tra i luoghi del sapere, della conoscenza (...) . Sulla questione che riguarda la decisione della sede a Trani o Barletta, io non conosco alcun tipo di querelle, io conosco la giusta e sana composizione che a volte avviene tra i campanili, che riguarda luoghi di pari bellezza dove alla fine è la concordia che prevale sempre".
Quindi è stata una decisione di "buon senso" che tuttavia non accontenta tutti, con dichiarazioni raccolte (interviste in video) che non smorzeranno i toni, anzi che sono destinate a riaccenderle quando senti, ad esempio, il Sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, dichiarare, incalzato da una precisa domanda, che i patti sottoscritti a suo tempo, per la costituenda provincia BAT, che concordavano a Trani sede dell' Archivio di Stato, per la sua storia e cultura, sono scaduti come un qualsiasi yogurt: "Sono passati venti anni - ha dichiarato - le cose cambiano e ci si adegua ", una affermazione questa che si metterà sullo stomaco a non pochi attivisti del Comitato pro Archivio di Stato a Trani.
Non da meno scevre di polemiche sono le dichiarazioni, peraltro di soddisfazione: "Per come sono andate le cose" di Andrea Ferri, capogruppo di FDI al Consiglio Comunale di Trani, che si leva dalla scarpa un fastidioso sassolino, ma a Trani si direbbe "un chiancone" , ricordando a tutti di come a suo tempo, a nome del Sindaco Amedeo Bottaro, un assessore della sua Giunta avrebbe consentito a spostare la Sede dell' Archivio di Stato a Barletta con un laconico: "Il Comune di Trani potrebbe accettare la soluzione", così si legge in un verbale, magari "barattandola - dice Ferri - con l'istituzione a Trani della sede della Motorizzazione provinciale".
Infine le parole del Presidente del Consiglio Comunale di Trani Giacomo Marinaro che poco avvezzo a parlare se non nelle sedi istituzionali ha detto: "Bisogna evitare polemiche inutili e distruttive, costruite su menzogne e falsità, spesso anche con cattiveria, siamo stata la prima amministrazione social e quindi si è pensato che si potesse dire tutto: è falso, ma per queste ci saranno le sedi opportune. La cattiveria non porta da nessuna parte, è un atteggiamento che allontana i cittadini dalla politica".
In una famosa aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi si canta: "Questa e quella per me pari sono", ed è stato un pò il motivo dominante della giornata, ma c'è chi non ha sotterrato l'ascia pronto per una battaglia che ritiene non aver ancora perso e valuta ricorsi alla giustizia amministrativa (TAR) contro il decreto della "sede double" del Ministro Alessandro Giuli, ed intanto morde per il freno: " E non finisce qui" diceva in TV Corrado Mantoni, staremo a vedere.
Fine articolo per sottolineare la presenza alla due cerimonie del Prefetto della BAT Silvana D'Agostino, per tutti l'artefice della soluzione di "buon senso", delle Autorità Militari, del vice Sindaco di Trani Fabrizio Ferrante ed del Sindaco di Barletta Cosimo Cannito, ambedue accompagnati da consiglieri ed assessori di riferimento, tutti a fare da corollario al Ministro della Cultura Alessandro Giuli che di tutto si potrà lamentare , tranne che dello splendido pomeriggio di sole e della meravigliosa brezza marina che Trani gli ha riservato.