Chiaro e Tondo
Politica ad uso e consumo
Chiaro e Tondo 50
venerdì 27 marzo 2009
Si avvicinano competizioni elettorali, la prima, quella per la nuova Provincia, e si riaccendono gli appetiti della compagnia "dei magnaccioni". Tutto fa brodo, fa sostanza in vista della realizzazione del proprio cortile sfiorito.
C'è chi cambia partito, chi si butta in un'associazione, chi investe in manifesti, non propriamente, non ancora da campagna elettorale, c'è chi sfrutta qualsiasi refolo di guaio vero o presunto per strumentalizzare, arraffare visibilità, fare proclami, fare il paladino dei disgraziati di turno. Non è così che funziona! Non è questa la Politica da paese civile!
Ammesso che uno voglia fare del bene alla sua comunità attraverso la politica, non vedo l'esigenza, tranne rari casi in cui affiorano reali problemi di convivenza impossibile tra il transfuga e la compagnia di giro del partito da cui esce, per cui non debba attuare la sua azione politica restando, con coerenza, nella formazione dalla quale ha cominciato. I dubbi lievitano quando si vedono spuntare associazioni d'assalto proprio in vista d'una competizione elettorale: perché proprio allora? Lo so, è una domanda alla Candido di Voltaire, ma non si può continuare a servirsi della politica come optional della vita propria, quando invece essa dovrebbe essere luogo dell'esercizio mentale, linguistico, civile, oratorio, fondato sul principio di solidarietà tra gli uomini (unica arma, come già diceva Leopardi nel suo ultimo componimento, "La ginestra", perché l'umanità si salvi e sopravviva al suo destino amaro).
Invece già comincia la "passerella" mediatica alla quale seguirà quella, esclusiva, nel senso letterale, dei competitors che girano per piazze, vie e luoghi di lavoro reali. Commedia, fiction, dissimulazione della vita reale che nella sua vera quotidianità non prevede alcun rapporto tra cittadini e politici, nei nostri tempi, e che invece, con l'approssimarsi della competizione elettorale, mette su la pantomima della partecipazione democratica della gente, degli abbracci per strada tra vecchietto e politico (quando mai succede in altri momenti? Manco a Natale), dell'illusione di gara aperta anche a quelli che votano e parteggiano per la formazione politica nella quale si presenta il proprio "beniamino"; e con l'aggravante della complicità di certe agenzie pubblicitarie che, furbescamente ma al tempo stesso per un normale lavoro lucroso, con spot ammiccanti, creano situazioni che mettono il candidato nella situazione che tutti vorrebbero e che nella realtà non si verifica: il politico con la gente, come la gente, in confidenza con la gente.
PS: Scuola Fabiano, ultima puntata? Tra gli attori istituzionali della tragicommedia di primavera il sindaco è stato quello che ha in realtà emesso l'ordinanza di chiusura e che, con il certificato dell'AUSL ha portato a riaprire la scuola, muovendosi sul sottile crinale della burocrazia confinante con il delicato alveo della sicurezza. Altri attori hanno latitato, a mio modo di vedere. Stavolta però, una tiratina d'orecchie la farei ai genitori: perché la nuova ulteriore richiesta di controllo specifico non è arrivata contestualmente, dall'inizio, insieme alle altre istanze, invece che due secondi dopo la presentazione del certificato AUSL?
Sicuramente sarà stata avanzata, ma forse non con la veemenza da aut aut mostrata nell'ultimo passaggio. Stralegittima la richiesta di sicurezza, ma perché non premere prima sul tasto dell'ulteriore controllo? Così si perde altro tempo prezioso e in verità, come già scritto, ci si avvicina, con maggiore tranquillità per tutti, alla data dello spegnimento definitivo del riscaldamento. Spero di non essere frainteso e che si capisca il vero senso di questo pensiero: maggior dinamismo da parte di tutti avrebbe permesso sicuramente un ritorno più celere alla normalità.
C'è chi cambia partito, chi si butta in un'associazione, chi investe in manifesti, non propriamente, non ancora da campagna elettorale, c'è chi sfrutta qualsiasi refolo di guaio vero o presunto per strumentalizzare, arraffare visibilità, fare proclami, fare il paladino dei disgraziati di turno. Non è così che funziona! Non è questa la Politica da paese civile!
Ammesso che uno voglia fare del bene alla sua comunità attraverso la politica, non vedo l'esigenza, tranne rari casi in cui affiorano reali problemi di convivenza impossibile tra il transfuga e la compagnia di giro del partito da cui esce, per cui non debba attuare la sua azione politica restando, con coerenza, nella formazione dalla quale ha cominciato. I dubbi lievitano quando si vedono spuntare associazioni d'assalto proprio in vista d'una competizione elettorale: perché proprio allora? Lo so, è una domanda alla Candido di Voltaire, ma non si può continuare a servirsi della politica come optional della vita propria, quando invece essa dovrebbe essere luogo dell'esercizio mentale, linguistico, civile, oratorio, fondato sul principio di solidarietà tra gli uomini (unica arma, come già diceva Leopardi nel suo ultimo componimento, "La ginestra", perché l'umanità si salvi e sopravviva al suo destino amaro).
Invece già comincia la "passerella" mediatica alla quale seguirà quella, esclusiva, nel senso letterale, dei competitors che girano per piazze, vie e luoghi di lavoro reali. Commedia, fiction, dissimulazione della vita reale che nella sua vera quotidianità non prevede alcun rapporto tra cittadini e politici, nei nostri tempi, e che invece, con l'approssimarsi della competizione elettorale, mette su la pantomima della partecipazione democratica della gente, degli abbracci per strada tra vecchietto e politico (quando mai succede in altri momenti? Manco a Natale), dell'illusione di gara aperta anche a quelli che votano e parteggiano per la formazione politica nella quale si presenta il proprio "beniamino"; e con l'aggravante della complicità di certe agenzie pubblicitarie che, furbescamente ma al tempo stesso per un normale lavoro lucroso, con spot ammiccanti, creano situazioni che mettono il candidato nella situazione che tutti vorrebbero e che nella realtà non si verifica: il politico con la gente, come la gente, in confidenza con la gente.
PS: Scuola Fabiano, ultima puntata? Tra gli attori istituzionali della tragicommedia di primavera il sindaco è stato quello che ha in realtà emesso l'ordinanza di chiusura e che, con il certificato dell'AUSL ha portato a riaprire la scuola, muovendosi sul sottile crinale della burocrazia confinante con il delicato alveo della sicurezza. Altri attori hanno latitato, a mio modo di vedere. Stavolta però, una tiratina d'orecchie la farei ai genitori: perché la nuova ulteriore richiesta di controllo specifico non è arrivata contestualmente, dall'inizio, insieme alle altre istanze, invece che due secondi dopo la presentazione del certificato AUSL?
Sicuramente sarà stata avanzata, ma forse non con la veemenza da aut aut mostrata nell'ultimo passaggio. Stralegittima la richiesta di sicurezza, ma perché non premere prima sul tasto dell'ulteriore controllo? Così si perde altro tempo prezioso e in verità, come già scritto, ci si avvicina, con maggiore tranquillità per tutti, alla data dello spegnimento definitivo del riscaldamento. Spero di non essere frainteso e che si capisca il vero senso di questo pensiero: maggior dinamismo da parte di tutti avrebbe permesso sicuramente un ritorno più celere alla normalità.