
Salute d'asporto
Essere in salute con l'attività fisica
Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca
sabato 11 marzo 2023
9.36
Il miglior modo per fare prevenzione è lavorare sulle abitudini e cercare di migliorarle; a tal proposito le linee guida oltre ad una sana alimentazione suggeriscono di fare attività fisica per migliorare il proprio stato di salute.
Una condizione di ipocinesia protratta, ovvero una riduzione del movimento comporta non sono alterazioni a carico del sistema osteoarticolare, legate ad un calo della massa muscolare, della densità minerale ossea e della forza, ma induce anche un aumento dello stimolo infiammatorio (peggiorando eventuali malattie), agisce sullo stato dell'umore, sui livelli di concentrazione, sulle capacità cognitive e sul sistema metabolico-ormonale.
La letteratura scientifica ci sta mostrando come l'attività fisica sia un ottimo strumento antiinfiammatorio, anabolizzante, antidepressivo, ansiolitico, immuno-modulante. Per esempio è ben noto che alcune forme di attività fisica comportano il rilascio di endorfine, molecole con proprietà analgesiche ed eccitanti, e di stimolare il rilascio di adrenalina, serotonina e dopamina, che determinano un migliore stato di concentrazione. Per tali premesse si parla del tessuto muscolare come di organo endocrino, soprattutto per la scoperta delle miochine, molecole liberate da tessuto muscolare in attività.
Esse svolgono una azione antiinfiammatoria ed ormonale: durante l'attività fisica oltre ad una diminuzione delle molecole proinfiammatorie si ha una ipoespressione dell'enzima attivatore del cortisolo (ormone dello stress). Inoltre il tessuto muscolare ha una funzione metabolica, legata prevalentemente all'azione dell'irisina, una molecola coinvolta nella conversione del tessuto adiposo bianco a bruno. Questa stessa molecola è attiva nella stimolazione della BDNF, una molecola legata al recupero del tessuto cerebrale.
A questo punto la cosa migliore che potete fare è correre ad allenarvi!
Una condizione di ipocinesia protratta, ovvero una riduzione del movimento comporta non sono alterazioni a carico del sistema osteoarticolare, legate ad un calo della massa muscolare, della densità minerale ossea e della forza, ma induce anche un aumento dello stimolo infiammatorio (peggiorando eventuali malattie), agisce sullo stato dell'umore, sui livelli di concentrazione, sulle capacità cognitive e sul sistema metabolico-ormonale.
La letteratura scientifica ci sta mostrando come l'attività fisica sia un ottimo strumento antiinfiammatorio, anabolizzante, antidepressivo, ansiolitico, immuno-modulante. Per esempio è ben noto che alcune forme di attività fisica comportano il rilascio di endorfine, molecole con proprietà analgesiche ed eccitanti, e di stimolare il rilascio di adrenalina, serotonina e dopamina, che determinano un migliore stato di concentrazione. Per tali premesse si parla del tessuto muscolare come di organo endocrino, soprattutto per la scoperta delle miochine, molecole liberate da tessuto muscolare in attività.
Esse svolgono una azione antiinfiammatoria ed ormonale: durante l'attività fisica oltre ad una diminuzione delle molecole proinfiammatorie si ha una ipoespressione dell'enzima attivatore del cortisolo (ormone dello stress). Inoltre il tessuto muscolare ha una funzione metabolica, legata prevalentemente all'azione dell'irisina, una molecola coinvolta nella conversione del tessuto adiposo bianco a bruno. Questa stessa molecola è attiva nella stimolazione della BDNF, una molecola legata al recupero del tessuto cerebrale.
A questo punto la cosa migliore che potete fare è correre ad allenarvi!