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Salute d'asporto

Magnesio, tutto quello che c'è da sapere

Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca

Il magnesio è il quarto elemento più abbondante all'interno del corpo umano, concentrato per circa il 60% a livello scheletrico, per il 30% a livello muscolare e per la restante parte diffuso nelle varie cellule dell'organismo. L'assunzione alimentare avviene prevalentemente attraverso il consumo di frutta secca, semi oleosi, cereali integrali, frutta e verdura a foglia verde, carni e latte. Il fabbisogno giornaliero è compreso tra 300 e 500 mg. L'importanza di questo minerale per la salute umana è da ricondurre al suo ruolo biologico, coinvolto nel:

- Garantire la produzione energetica, in quanto è un cofattore enzimatico in numerose reazioni biologiche utili alla sintesi di ATP
- Coadiuvare l'attività di diversi enzimi coinvolti nella sintesi lipidica e di acidi nucleici
- Contribuire alla strutturazione del tessuto osseo e delle membrane cellulari
- Modulare la via di attivazione intracellulare, controllando l'attività di numerose cellule, alcune delle quali coinvolte nella secrezione ormonale.

È da sottolineare che il magnesio agisce da cofattore per più di 600 enzimi, tra cui ricordiamo gli enzimi coinvolti nella glicolisi (processo metabolico che implica l'utilizzo di carboidrati).

Queste importanti capacità abbinate al ruolo intrinseco di questo oligoelemento ne hanno consentito una importante applicazione in campo clinico per la prevenzione ed il trattamento di patologie cardiovascolari e metaboliche. Inoltre gli integratori di Magnesio vengono utilizzati in ambito sportivo con differenti finalità, soprattutto per massimizzare la resa energetica dello sportivo, vista l'aumentata secrezione urinaria di questo elemento durante l'attività fisica.

Per quanto riguarda il dosaggio, nella maggior parte dei protocolli integrativi, la dose di 350-400 mg giornalieri di magnesio, riesce a soddisfare anche i fabbisogni più esigenti. Un sovradosaggio acuto di magnesio, può portare scariche diarroiche, mentre l'ipermagnesia, potrebbe portare ad ipotensione, letargia, confusione, alterazioni del ritmo cardiaco, debolezza muscolare e difficoltà respiratorie.

I seguenti gruppi di persone soffrono più frequentemente di carenza di magnesio:

− Le persone anziane assorbono meno magnesio dall'intestino e perdono più magnesio a causa di un'aumentata escrezione renale.

− Persone affette da malattie gastrointestinali con conseguente malassorbimento generale, come il morbo di Crohn, le malattie infiammatorie intestinali e la celiachia. In particolare, oltre all'inefficienza di assorbimento dovuta alla celiachia, una dieta priva di glutine è risultata povera di fibre e micronutrienti.

− Persone affette da diabete di tipo 2.
− Persone che fanno uso eccessivo di alcolici o sono affette da alcolismo: oltre al malassorbimento intestinale, l'etanolo causa un aumento della perdita di magnesio urinario.
− Persone in trattamento con alcune tipologie di farmaci (ad es. diuretici, inibitori della pompa protonica, tacrolimus, agenti chemioterapici e alcuni farmaci a base di fosfato).

Tuttavia, è anche importante sottolineare che le persone più apparentemente sane rischiano un apporto insufficiente di magnesio a causa di una ridotta presenza di questo minerale nella moderna dieta occidentale caratterizzata da un largo uso di acqua demineralizzata, alimenti trasformati e pratiche agricole che utilizzano terreni carenti in magnesio per la coltivazione del cibo.
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